Come psicologa clinica mi occupo di intervenire in situazioni di malessere psicofisico e di promuovere il benessere biopsicosociale della persona mediante azioni di psicoeducazione e di educazione socioaffettiva.

Bambini e Adolescenti

Molte delle difficoltà di un bambino e di un adolescente possono essere superate guidando i genitori a mettere in atto adeguate forme di intervento che conducono i figli al superamento del disagio. Nel caso dei bambini l’intervento elettivo rimane quello indiretto: i genitori diventano i “coterapeuti” facendo sì che il figlio metta in atto le prescrizioni date dal professionista. Negli adolescenti e giovani adulti, a secondo della problematica, l’intervento potrà essere di tipo indiretto o diretto, ma anche in questo caso i genitori saranno coinvolti. Il loro ruolo influisce sia sulla persistenza sia sulla soluzione della problematica. Le criticità che il bambino può incontrare nel corso del suo sviluppo sono differenti:

  • Tic
  • Comportamenti aggressivi e iperattivi
  • Comportamento oppositivo- provocatorio
  • Difficoltà d’ansia da separazione
  • Comportamenti ossessivo-compulsivo
  • Ansia scolastica e isolamento dal gruppo
  • Bullismo
  • Mutismo
  • ADHD
  • Difficoltà del sonno 
  • Problematiche relative all’alimentazione
  • Esperienze di Trauma e PTSD
  • Fobia scolare

Adulto

L’essere umano è in continuo cambiamento. Quando pensiamo che tutto sia stabile ed in equilibrio, in realtà si tratta di un autoinganno; poiché, siamo esseri dinamici, in evoluzione continua: realizziamo o subiamo cambiamenti esterni ed interni. A volte, però, capita che ciò che succede nella nostra vita non sia di facile comprensione o di tolleranza ed accettazione. Quando ciò avviene, si presenta una sofferente sensazione di squilibrio che ci travolge e ci rende preoccupati, confusi e stanchi. Possono essere momenti di stress intenso e continuativo a renderci fragili e vulnerabili, in ogni caso, situazioni del genere producono delle reazioni della nostra mente e del nostro corpo. Mente e corpo cercano di comunicarci di rallentare, di smettere di correre, di cambiare direzione, di fermarci, di cogliere il cambiamento come un’opportunità di evolverci, ma noi, dietro a mille impegni e preoccupazioni, scegliamo di andare ancora più veloci, così da non vedere e sentire nulla e nessuno. Allora, ad un certo punto, ecco la scossa di un terremoto feroce e lento e proprio come un terremoto che viene avvertito in superficie anche tale malessere ha in realtà delle forze invisibili, interne. Ciò che si può determinare è un’ansia specifica o generalizzata, la continua paura di vivere esperienze negative o un pensiero ossessivo e rimuginante che ci blocca. Imparare a gestire situazioni angoscianti come questa, ma soprattutto evitare di vivere tali stati è possibile.  Nel mio lavoro quotidiano aiuto i miei pazienti in tempi brevi e ottenendo risultati ottimali applicando un modello di intervento che opera nel qui ed ora, mediante un dialogo strategico che consenta di operare dei primi sblocchi e mediante agili ristrutturazioni cognitive che permettono di sperimentare gli autoinganni che ci immobilizzavano. 

Coppie e Famiglie

La stessa parola “coppia” fa sicuramente pensare all’amore, a due innamorati che si uniscono e insieme sono più forti, più sicuri, più determinati e più felici. C’è quindi la presenza di un legame, la condivisione di un progetto e una vicinanza fisica e sessuale tra i due. Vivono l’emotività, l’intimità e la complicità. La coppia costruisce giorno dopo giorno la propria felicità, attraverso un progetto di vita comune che richiede lo sforzo di entrambi i partner. È un impegno, a volte un sacrificio, ma chi per amore almeno una volta nella vita non ha messo sé stesso da parte per il bene della coppia? Così, pian piano ci si può annullare vicendevolmente, si possono mettere i propri desideri da parte o ritrovarsi a non avere più nulla da dirsi. A questo punto, dopo tante promesse e sogni si arriva a parlare di colpe e colpevoli, di menzogne e di noia coniugale: sembra non esista più alcuna coppia e che tutto sia tenuto insieme dall’amore per la famiglia: la coppia non fa più l’amore, si è presi da altro o da altri, sembrerebbe non esserci più nemmeno lo stesso coinvolgimento emotivo; tuttavia, se una piccola scintilla di amore e / o di desiderio arde ancora, vale la pena ricostruire il “noi” grazie ad un aiuto mirato e professionale. 

L’essere genitori è il lavoro più complesso al mondo: non ci sono ferie né malattie, non è possibile andare in pensione e non si possono evitare errori. La genitorialità è un lungo e continuo apprendistato e l’arte di essere genitori si apprende facendo i genitori. Genitorialità è un processo dinamico attraverso il quale si impara a diventare genitori ovvero individui adulti capaci di prendersi cura dei propri figli e di rispondere in modo sufficientemente adeguato ai loro bisogni. I bisogni dei figli variano secondo la fase evolutiva che attraversano: per il neonato è indispensabile una vicinanza fisica e sintonizzazione emotiva oltre che la capacità di soddisfare i suoi bisogni fisiologici; nel caso dell’infante bisogna anche acquisire doti comunicative più raffinate e abilità di gestione dei capricci; nel caso dell’adolescente è utile sviluppare capacità relazionali più affabili, accoglienti e comprensive e nel caso di figli adulti, è indispensabile che il genitore sappia essere presente ma nella giusta misura. Insomma, chi ha un figlio sa che con le migliori intenzioni a volte si producono gli effetti peggiori. Il Parent Coaching è un intervento immediato e risolutivo, che parte dall’identificazione delle problematiche che innescano un malessere condiviso e dei continui conflitti. Con pochi incontri è possibile fornire delle soluzioni pratiche di problem solving che consentano di affrontare tempestivamente le problematiche riscontrate, che si tratti di difficoltà tra i coniugi o nella gestione dei figli. Se le soluzioni adottate fino ad oggi non hanno ottenuto risultati positivi, potrebbe essere arrivato il momento di cambiare la tua tentata soluzione ridondante fallimentare, per evitare che una situazione di disagio divenga una situazione di disturbo cronicizzato. 

Gruppi Adolescenti

L’adolescenza viene identificata nelle trasformazioni fisiche e biologiche e nei turbamenti emotivi che ne conseguono. Essa è il punto di avvio della transizione dal mondo dell’infanzia a quello dell’adolescenza. L’adolescenza è, dunque, una fase di trasformazione e di passaggio che inizia con la pubertà per concludersi con l’ingresso nel modo degli adulti. Il giovane però non vede mutare solo il suo corpo, ma anche la sua mente: i cambiamenti del modo di pensare negli adolescenti non rimangono confinati nell’ambito strettamente cognitivo, influenzando esclusivamente le modalità di apprendimento delle discipline scolastico-scientifiche, ma trasformano anche il modo in cui l’adolescente guarda sé stesso, gli altri, il mondo. Per l’adolescente non esiste più solo il presente ma prende consistenza anche la dimensione del futuro con tutti gli aspetti ad essa collegati, come i desideri circa quello che vuole fare da grande, le paure, le aspettative proprie e degli altri. In tale fase di sviluppo potrebbero, poi verificarsi anche eventi incontrollabili, inaspettati e dolorosi: lutti, malattia, violenza psicologica e/o fisica, bullismo, ecc. il lavoro clinico di gruppo con l’adolescente, diviene uno strumento privilegiato di intervento; che si avvale della psicoeducazione (attività di informazione e accrescimento di conoscenze sui propri vissuti, sviluppo e potenziamento di life skills personali e sociali attraverso training mirati) e dell’educazione socio-affettiva: attraverso circle time e role playing per lo sviluppo di competenze emotive, consentendo così, all’adolescente di riconoscere e gestire le proprie emozioni, di acquisire delle capacità di empatizzare con il vissuto altrui, di ottenere autoconsapevolezza, consapevolezza sociale e autocontrollo e di imparare a gestire e a superare i conflitti con i coetanei mediante, l’acquisizione di capacità di negoziazione che si acquisiscono grazie al gruppo.

Gruppi Adulti

Il gruppo non è una semplice aggregazione di persone ma un insieme di persone, ciascuna con specifiche caratteristiche di personalità e modalità relazionali. In gruppo si interagisce con molta spontaneità e consente alle persone di sentirsi meno sole, di confrontarsi con chi condivide le stesse difficoltà e gli stessi valori. I membri del gruppo si stimolano reciprocamente a gestire i loro problemi e a crescere psicologicamente. Nell’ascoltare gli altri, ciascun membro, infatti, può imparare dalla loro esperienza, può sperimentare i propri limite e le proprie risorse e, nel parlare in presenza degli altri può sperimentare efficaci modalità di gestire la frustrazione, l’ansia e imparare anche come superare le esperienze interpersonali di conflitto e potenziare quelle di cooperazione. L’approccio clinico di gruppo è un’occasione per “sperimentare” sé stesso in relazione con sé stesso, con gli altri e con il mondo. Attraverso un processo di consapevolezza da una parte, si può comprendere quali situazioni siano salutari per noi stessi e per chi ci circonda e imparare a viverle pienamente, dall’altra si può raggiungere una competenza tale da accettare e vivere consapevolmente anche quelle situazioni che vanno oltre il nostro controllo. Non è necessario infatti, modificare le esperienze ma coglierle con una visione più ampia e chiara.